Ci riprovo. Voglio comunicare.
Il desiderio in realtà non manca mai ma, rispetto alla voglia di comunicare, prevale lo sconforto e lo smarrimento. Ecco perché da molto tempo non pubblico più articoli. Ma stasera è diverso……….
Ho 53 anni compiuti due giorni fa e mai avrei pensato nella mia vita che, giunto a questa età, avrei avuto un tale senso di incertezza, indeterminazione verso il futuro. Interrogo la storia ma anche qui gioca un ruolo preponderante la mia ignoranza, la mia “non conoscenza”. La conoscenza della storia sarebbe la “pietra di paragone” per provare a comprendere l’oggi.
Qualunque cosa osservi, all’interno di questo immiserito paese, così ricco di tanto “inutile” e contemporaneamente così povero di tutto ciò che è realmente importante, a partire dalla cultura per finire con i valori morali, tutto mi sembra fatiscente, decadente, arrabbattato, accroccato alla meno peggio. La gente è sfiduciata e prevale la “cultura del furbetto”, dell’arrogante di turno, cosa della quale ho già avuto modo di parlare in un altro mio articolo.
Ditemi che sbaglio, fatemi notare incongruenze nelle mie parole, menzogne nei miei ragionamenti, abbagli nelle mie considerazioni: ne sarò felicissimo.
Ho la speranza che l’ampia parte buona di questo paese, in un moto spontaneo di ribellione verso tutto il marcio che ci circonda, riesca presto a riprendere la sua giusta collocazione, il posto che in un paese bello e ricco di storia come il nostro gli spetta di diritto.
Continuo a fare il mio dovere, come sempre ho fatto. Sfido chiunque a indagare sulla mia vita ed a tirare fuori tutto il “marcio” che in essa possa esserci: mentre scrivo penso a queste ultime parole e sorrido malinconico.
Il pensiero che più mi opprime è il futuro dei miei ragazzi. Io vivo tutti i giorni con i miei ragazzi e li “vedo” proiettati nel futuro……….che malinconia.
Li invito caldamente e continuamente a “fuggire” da qui. Il mondo è grande e deve cambiare l’idea dell’appartenenza ad una terra. Avrebbe senso rimanere qui se avessimo la possibilità di mantenere delle tradizioni, una storia, un qualche retaggio. Ma oramai è tutto finito, o quasi.
Mi permetto di sperare di svegliarmi una mattina e vedere che qualche cosa di nuovo stia accadendo. Si dice che “chi di speranza vive disperato muore” : beh, questo è l’unico caso in cui la “voce di popolo” spero sia falsa……..

1859 – 2009: 150 anni di storia della CROCE ROSSA INTERNAZIONALE.

