Utilizzo lo slogan del titolo per esprimere il mio pensiero di oggi.
Quando quello slogan vide la luce era un altro periodo infelice per il nostro paese, diviso dalle “opposte fazioni”.
Erano gli anni 70, quelli della contestazione giovanile, delle Brigate rosse, della Lotta proletaria armata e di Ordine nuovo. Ci si sparava per strada e si poteva essere “sprangati” solo perchè ci si rifiutava di accettare un volantino politico dell’una o dell’altra fazione.
I ragazzi erano schierati. La maggioranza erano di sinistra o di destra. Una sparuta minoranza erano di centro.
I politici di allora giocavano fomentando i nostri scontri di giovani pieni di ideali. Da quei giovani è nata questa Italia.
Mi sa che abbiamo sbagliato qualcosa.
AAA (o meglio una A dentro un cerchio) era il simbolo degli anarchici che, poverini, pigliavano schiaffi ad ogni piè sospinto e chi manifestava tali idee veniva frequentemente portato in commissariato e interrogato o trattenuto o accusato di qualcosa.
Di quel periodo le “storie” di Valpreda, del povero Pinelli o del povero commissario Calabresi e di tante altre povere persone che in quel periodo hanno perso la vita in vario modo, indipendentemente che fossero studenti, poliziotti, professori universitari, politici, militari, o semplici uomini della strada (basti pensare a tutte le stragi. da quella del 1969 di Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Italicus, Piazza della Loggia ecc.). Un periodo buio, molto buio.
Chissà perchè l’uomo cerca sempre la strada più difficile per uscire dalle crisi sociali; o forse questa è una domanda stupida!
Voglio vivere più serenamente per quanto l’andamento della vita attuale mi permetterà. Voglio parlare del “buono” e del “bello” e andrò alla ricerca di queste notizie, non per far finta di niente e chiudere gli occhi di fronte alle prevaricazioni ed alle ingiustizie di oggi ma per trovare nuovi stimoli alla vita.
Ed invito tutti i giovani a fare altrettanto. Andate alla ricerca del bello e del buono, anche dentro di Voi. Scoprirete cose incredibili!