Inserito da: ust | Settembre 25, 2009

Nuovo anno scolastico.

E’ inevitabile che dopo tanti mesi di silenzio io ritorni qui parlando della mia vita: la scuola.

Dal 1° settembre nuovo inizio. Mentre lo scorso anno non vedevo l’ora di ricominciare quest’anno, al contrario, avevo un grande magone, un malessere profondo. Le motivazioni di tale malessere sono molte ma non voglio soffermarmi su questo bensì voglio centrare la mia attenzione su di una cosa che mi ha veramente colpito.

L’anno scolastico, come già detto, in realtà inizia dal 1° settembre e non inizia con le lezioni: quello accade dopo, passati una quindicina di giorni. Dal 1° settembre tutti i docenti svolgono una serie di attività propedeutiche alla didattica, alla attività con gli alunni ed al buon funzionamento della scuola. Ribadisco la mia enorme demotivazione iniziale. Poi arriva il 15 settembre con l’assegnazione delle classi: si va “al fronte”, in trincea. Beh, volete sapere cosa mi è accaduto? Entro in classe e lentamente ora dopo ora, giorno dopo giorno, davanti ai ragazzi, grazie al loro “esserci”, grazie alla loro energia che assorbo quasi come l’ossigeno che mi serve per vivere, sento sciogliersi la tensione e sale dentro il piacere intenso nello svolgere questo “lavoro – non lavoro”.

Sono preoccupato. Mi sa tanto che davvero mi sto invecchiando. Questi miei alunni ………. potrò mai privarmi di loro?


Risposte

  1. meravigliose parole… che mi riempiono di speranza per il futuro,

    jacopo,
    un tuo fierissimo (ex?) alunno

  2. è bello vedere che almeno lei prof la pensa ancora cosi su questo lavoro…penso che sia rimasto l’unico, o quasi…un bacio grande da una tua ex alunna che ti sei dimenticato di andare a trovare in ospedale!

  3. Professore ma che belle parole!! è bello sapre che esiste ancora qualcuno che “ama” i propri alunni…


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