Sempre prendendo spunto da Terzani, che ne “La fine è il mio inizio” dice:
…
Ho ripensato molto a quello che tu mi chiedevi (parla con il figlio che lo intervista) sulla meditazione. Io credo che, come dire …… Innanzitutto la meditazione è una cosa inconscia. Non è che tu ti metti lì e dici “Ora medito!”. Perché come diceva Coleman “Ho visto tante galline star sedute ore e ore sulle uova, ma non ne ho vista una diventare illuminata”. Il problema non è stare seduto lì, il problema è entrare, inconsciamente proprio, per spinta interiore, in una dimensione in cui senti che le cose non sono come appaiono, che c’è un altro livello. E questo è quello che ti consola, che ti tira su, a cui ricorri, a cui puoi tornare.
E solo concentrandoti e lasciando fuori tutto quello che è fuori …. Tutto quello che è fuori lo lasci fuori da te, fuori, fuori, fuori – i rumori, gli uccellini, le passioni, le delusioni – fuori, fuori. E rimane questo nucleo vuoto, se vuoi, che sei tu. O almeno, non il tu Folco (nome del figlio) ma quel tu che è parte di questa cosa che non è nemmeno l’umanità, è il cosmo.
E quando cominci a vederle così, le cose cambiano.
MIA NOTA: Chi ha provato a fare qualche esercizio del genere, magari facendo qualche tipo di yoga, sa che è così.
Un caro saluto a tutti nella speranza di averVi offerto un altro spunto di riflessione.
Da 30 anni ad oggi ho provato tecniche ed ho provato ad esntrare in filosofie diverse dal mio mondo ma la mia esperienza è che meglio stati e meglio ti fanno stare, mentre quando soffri molto, alimentano il soffrire.
Giovanni
Da: Giovanni su Novembre 28, 2009
alle 9:24 am