“Perchè apri un blog?”
Ad un certo punto mi accorgo che mi guarda. Da quanto tempo è lì? E continua a fissarmi. Distolgo lo sguardo ma come alzo gli occhi il mio sguardo incrocia il suo. Sicuramente mi sta fissando con insistenza. Mi rivolge la domanda senza alcun riguardo: “Perchè apri un blog?”; come una frustata all’improvviso la domanda mi rende confuso. Perchè questa domanda? Insiste: “Che obiettivo vuoi raggiungere?”; lo guardo meglio. Avrà sicuramente più di quarant’anni, capelli corti, viso un po’ spigoloso, sguardo profondo, anche un po’ duro, indagatore. Certo è che le domande poste non danno molto adito a fraintendimenti. Decido di rispondere. “Credo che sia bello stare con la gente e quale miglior posto del web? Obiettivo? Non saprei: è come iniziare un cammino che non sai dove ti porterà. Quasi come un viaggiatore (attento: non un turista ma un viaggiatore) mi incammino pregustando la scoperta. Credo sarà un cammino lungo ed anche questo dipenderà da me.” Il tizio insiste: “Non pensi ai pericoli? I viaggi senza un minimo di organizzazione alle spalle possono portarti a correre pericoli molto seri……..potresti farti male, molto male.”. Quest’ultima frase pesa come un macigno “……potresti farti male….”. Mi guarda fissamente e a lungo; non abbassa lo sguardo ma neanche io. Nella vita ho dovuto operare molte scelte, alcune felici, altre meno. Dico: “Penso sarà un po’ come nella vita. Fa parte del gioco e forse il fascino è proprio lì: non c’è mai nulla di scontato anche se la situazione porterebbe a dire il contrario.”. In fondo il tizio non mi è proprio antipatico e nelle sue domande sento un qualcosa di buono, portato al bene intendo. Però continua con il suo indagare: “Sai? Parlare con la gente porta ad aprire il cuore, scoprire i propri sentimenti, le proprie ambizioni, le proprie paure e, di conseguenza, si diventa vulnerabili.”. Cavolo! Ha ragione. In realtà non è che non ci avessi proprio pensato a questa cosa ma replico: “Forse il gioco vale la candela, non pensi?”; certo che è insistente e non capisco questo suo interesse. Però provo quasi un senso di tenerezza verso di lui. Intravedo nel suo sguardo anche un po’, come dire, di stanchezza, come di chi, in un certo senso, ha visto abbastanza. Tenta la stoccata finale: “Guarda che la gente probabilmente aprirà il suo cuore ed allora sarà tremendo, le emozioni che ti verranno riversate addosso potrebbero diventare un peso intollerabile!”. Mentre la realtà finalmente si apre alla mia mente lo fisso intensamente e rispondo meccanicamente: “Forse è proprio quello che cerco. Desidero che gli altri si aprano a me e io a loro. Desidero scambiare amore! Forse mai come in questo periodo ne abbiamo tutti un gran bisogno e io più degli altri.” Nel silenzio assordante che segue ho raggiunto la chiarezza. Gli rivolgo un ultimo sguardo e lui fa altrettanto ma lo sguardo che ci scambiamo è ricco di tenerezza e dolcezza, quasi di pietà. Esco dalla stanza e spengo la luce lasciando lo specchio vuoto dietro di me.

Finalmente ci approdo, per constatare – ennesimamente – quanto tu sia speciale.
Da: Simonetta su Maggio 4, 2009
alle 10:06 am