Inserito da: ust | Febbraio 23, 2009

Il mio “padrone”

Sono la gatta.

Volevo precisare alcune cose riguardo all’articolo precedente. Non ho mai scritto al pc ma adesso ci provo.

‘Sto tizio con cui vivo è patetico. Mo si è messo a scrivere pure di me.  Io non faccio nulla di particolare: semplicemente faccio il gatto. Dormo dove voglio, possibilmente al caldo. Se ho fame gli faccio gli “occhi dolci” e lui abbocca subito.

Gioco qualche volta con lui per farlo divertire un po’, visto che sta spesso da solo e in casa nessuno lo guarda.

Devo dire che alcune volte lo osservo con gli occhi socchiusi (da gatto eh eh) e faccio finta di stare “appennicato” ma lo osservo e vedo che spesso guarda fuori dalla finestra, immobile e pensa; ’sta cosa può durare anche qualche lungo minuto; chissà a che pensa. Mi sembra triste, comunque non felice.

Allora per distrarlo magari mi alzo e gli vado vicino. Mi  guarda e mi accarezza e poi si rimette a lavorare o a fare altro.

Vabbè. Vivere con quest’umano un po’ scemo non è per niente facile ma meglio di niente. Lo sanno tutti che i gatti sono opportunisti ma lui mi parla come se pensasse che sono buona e intelligente….e io glielo faccio credere.

E’ un illuso, crede alle favole. La chiudo qui: non mi vorrei far scoprire!

Firmato: la gatta di ust.

Inserito da: ust | Febbraio 19, 2009

La mia gatta

Sin da quando ero molto piccolo ho sempre avuto un grandissimo amore verso gli animali. Non so definire se ciò sia dovuto ad una predisposizione naturale, se abbiano influito alcuni insegnamenti ricevuti, se entrambe le cause siano concomitanti od altro.

Rimane il fatto che amo profondamente gli animali.

Ho avuto la fortuna, pur abitando in città, di convivere con alcuni canarini, quattro quaglie, due pappagalli, un cane (per 15 anni!!!! ed in un momento della vita importantissimo per un essere umano: dai 12 ai 27 anni!), due passeri (intelligentissimi) e due gatti.

Il primo gatto in realtà passò solo un mese a casa perchè penso bene di precipitare dal settimo piano per andare a caccia di uccellini sul balcone. Non morì e si unì ad una colonia di gatti di strada che stazionava nei pressi del mio palazzone dell’allora periferia romana. Quando lo ritrovai era passato un altro mese: mi venne subito incontro ma poi dopo qualche carezza si allontano, strusciandosi ad altri due giovani mici; fu li che decisi di non riportarlo con me a casa, lasciandolo nella colonia che aveva scelto come sua vita.

Adesso ho un altro gatto. Anzi un gatta.

Che dire se non che un’altra avventura meravigliosa è iniziata: da ben due anni (anzi due anni saranno ad aprile)vive con noi.  Non finirò mai di stupirmi della intelligenza, della sensibilità, della simpatia, della riservatezza, della dignità, dell’allegria, della sfacciataggine, della presunzione, dell’amore che queste “bestie” (???) sanno darmi e che ricambio con vera gioia.

Vi consiglio di avvicinarvi ad un animale e ne scoprirete aspetti che mai credereste possibile trovare in questi esseri meravigliosi.

Inserito da: ust | Febbraio 15, 2009

Anarchici – AAA Una risata che vi seppellirà

Utilizzo lo slogan del titolo per esprimere il mio pensiero di oggi.

Quando quello slogan vide la luce era un altro periodo infelice per il nostro paese, diviso dalle “opposte fazioni”.

Erano gli anni 70, quelli della contestazione giovanile, delle Brigate rosse, della Lotta proletaria armata e di Ordine nuovo. Ci si sparava per strada e si poteva essere “sprangati” solo perchè ci si rifiutava di accettare un volantino politico dell’una o dell’altra fazione.

I ragazzi erano schierati. La maggioranza erano di sinistra o di destra. Una sparuta minoranza erano di centro.

I politici di allora giocavano fomentando i nostri scontri di giovani pieni di ideali. Da quei giovani è nata questa Italia.

Mi sa che abbiamo sbagliato qualcosa.

AAA (o meglio una A dentro un cerchio) era il simbolo degli anarchici che, poverini, pigliavano schiaffi ad ogni piè sospinto e chi manifestava tali idee veniva frequentemente portato in commissariato e interrogato o trattenuto o accusato di qualcosa.

Di quel periodo le “storie” di Valpreda, del povero Pinelli o del povero commissario Calabresi e di tante altre povere persone che in quel periodo hanno perso la vita in vario modo, indipendentemente che fossero studenti, poliziotti, professori universitari, politici, militari, o semplici uomini della strada (basti pensare a tutte le stragi. da quella del 1969 di Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Italicus, Piazza della Loggia ecc.). Un periodo buio, molto buio.

Chissà perchè l’uomo cerca sempre la strada più difficile per uscire dalle crisi sociali; o forse questa è una domanda stupida!

Voglio vivere più serenamente per quanto l’andamento della vita attuale mi permetterà. Voglio parlare del “buono”  e del “bello” e andrò alla ricerca di queste notizie, non per far finta di niente e chiudere gli occhi di fronte alle prevaricazioni ed alle ingiustizie di oggi ma per trovare nuovi stimoli alla vita.

Ed invito tutti i giovani a fare altrettanto. Andate alla ricerca del bello e del buono, anche dentro di Voi. Scoprirete cose incredibili!

Inserito da: ust | Febbraio 14, 2009

Ragazzi si danno fuoco per andare su you tube

La notizia mi è arrivata così e così ve la commento: io penso che siamo alla fine. Si salvi chi può!

Quando nel 1985 mi laureai, il mio carissimo collega Marco (nativo di Terni), persona arguta e spiritosa, molto riflessiva e acuto osservatore del comportamento umano, mi disse improvvisamente serio:

“Ricordati che un giorno agli angoli delle strade compariranno dei banchetti di venditori con un cartello: “ZAMPATE A LI COJONI 10.000 LIRE” (a quel tempo c’erano ancora le lire). Continuò dicendomi: “Beh! Tu ti stupirai perchè ci saranno persone che si fermeranno e pagheranno per farsi prendere a zampate proprio lì!”

Io rimasi un po’ perplesso ma sorrisi alla “sciocca” battuta. Quella battuta oggi non mi sembra tanto sciocca.

MARCO DOVE SEI?????????

Inserito da: ust | Febbraio 14, 2009

Ragazza violentata a Bologna 14 febbraio 2008

A chiunque mi legga.

Sono stanco. Non tollero più queste cose. Non tollero più che sia stato un ex galeotto spacciatore. Non tollero più che questi bastardi (che siano italiani o extracomunitari non è importante) possano fare questo. Non tollero più di vivere in questo Far West.

Non tollero più che “il più furbo” possa avere vantaggi. Non tollero più chi è raccomandato. Non tollero più che la gente faccia finta di non vedere e/o non sapere. Non tollero più chi ruba inquinando. Non tollero più chi si spartisce i soldi pubblici. Non tollero più i “politici maiali” (e non sono tutti così, ve lo assicuro – fra i nostri parlamentari ci sono dei veri galantuomini). Non tollero più gli arroganti. Non tollero più i prevaricatori, i giornalisti “leccaculo” (e anche qui vi assicuro non sono tutti così), i servi senza personalità, i portaborse sfruttati, chi si fa le leggi “ad personam” per pararsi le chiappe.

Non tollero più che un gruppo di uomini vestiti con “paramenti sacri”  vogliano spiegarmi chi era Gesù e che offendono la mia vista con la loro sola bieca presenza, farisei, sepolcri imbiancati.

Quando finirà tutto questo? Sto in un paese in cui la maggioranza della popolazione o è connivente oppure è pavida e vigliacca. La maggioranza di questa gente farà una bruttissima fine.

Si può assistere ad una violenza di una ragazza di 15 anni e non intervenire?

Prego Dio (perchè io credo in Dio) di non farmi mai trovare in tale situazione. Se avessi assistito io a quell’evento quel “porco”  violentatore di oggi non avrebbe avuto un processo. Ve lo assicuro.

Sono pronto a rispondere solo a Dio di queste parole. Sono stanco.

Inserito da: ust | Gennaio 30, 2009

Onore ai Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

La “G” di Giudici nel titolo non è “a caso” maiuscola.

Io amo il mio Paese, amo l’Italia.

Io non so quanti di coloro che proveranno a leggere o leggeranno interamente quanto segue in questo post riusciranno a comprendere quanto grave sia la situazione in Italia e quanto compromesso sia il nostro futuro.

NON RIESCO PERO’ A NON ESSERE OTTIMISTA. Basta leggere un po’ di storia e si capisce immediatamente che ad ogni periodo buio segue sempre un bellissimo periodo di luce. IL PROBLEMA E’ SOLO CHE NON SO QUANTIFCARE QUANTO DURERA’ QUESTO PERIODO BUIO MA SOPRATTUTTO QUANTO CI COSTERA’ in termini di sacrifici, perdita di cultura e ……. di vite umane.

Riporto l’intervento di SALVATORE BORSELLINO, FRATELLO DEL PIU’ NOTO GIUDICE PAOLO, ucciso a Palermo un mese dopo che il suo fraterno amico GIOVANNI FALCONE aveva fatto la stessa fine. Questo intervento è stato fatto alla MANIFESTAZIONE DI PIAZZA FARNESE pochi giorni fa. NE AVETE SENTITO PARLARE DAI MEDIA??? No????? Chiedetevi il perchè!

Leggete attentamente, Vi prego e soprattutto NON STANCATEVI DI CERCARE LA VERITA’……… e capirete.

Soprattutto ai più giovani dico di mantenere dentro se stessi ciò che ciascun essere umano ha sin dalla nascita E CIOE’ LA DIGNITA’. NON BARATTATE MAI LA VOSTRA DIGNITA’, NON VE LO PERDONERESTE PIU’.

A loro aggiungo: OCCHI APERTI, E’ IL VOSTRO FUTURO IN GIOCO.

Testo del discorso di Salvatore Borsellino (del quale c’è un EMOZIONANTE FILMATO SU YOUTUBE – GUARDATELO) http://it.youtube.com/watch?v=p79RSMLnZGk:

“Grazie a tutti.
Ringrazio soprattutto quei tanti ragazzi, quelle tante persone che ho incontrato oggi qui e che vengono da tutte le parti d’Italia. Sono quei ragazzi che incontro quando vado in giro per l’Italia a gridare la mia rabbia e a cercare di suscitare nella gente quella indignazione che ritengo che tutti dovrebbero avere nel vedere il baratro nel quale stanno facendo precipitare il nostro Paese.
Vedete, ieri Sonia Alfano mi ha telefonato e mi ha detto: “dobbiamo proiettare un video nel quale si vedranno delle immagini crude, delle immagini della strage di Paolo”.
Mi ha chiesto se poteva farlo, se sarei stato in qualche maniera colpito, sconvolto. Quelle immagini non mi sconvolgono affatto, vorrei che venissero proiettate ogni giorno in televisione, perché la gente si rendesse conto di quello che è stato fatto. Si rendesse conto di qual è il sangue sul quale si fonda questa disgraziata Seconda Repubblica, che capisse che è fondata sul sangue di quei morti. Vedere quelle immagini non mi sconvolge. Una cosa mi sconvolge: vedere le immagini di quelle stragi dopo aver visto quelle due persone che prima parlavano di Dell’Utri, delle bombe che metteva Mangano, e ridevano.
Ridevano, ghignavano rispetto a quelle cose: questo mi sconvolge.

Come Arancia Meccanica

Vorrei che quelle due persone venissero messe in una cella come mettevano quegli assassini di Arancia Meccanica, aprirgli gli occhi e costringerli a vedere, vedere, vedere, vedere in continuazione quelle stragi. Ecco quello che vorrei.
Io ho visto oggi quelle stragi e mi sono ricordato di una cosa che mi ha detto Gioacchino Genchi, che è arrivato sul luogo della strage due ore dopo il fatto. Io ci misi cinque ore a sapere che mio fratello era morto perché la televisione dava notizie contraddittorie: forse è stato ferito un giudice, forse sono stati feriti uomini della scorta. Fu mia mamma che, cinque ore dopo, mi telefonò dall’ospedale e mi disse: “tuo fratello è morto”.
C’era qualcuno, però, che si chiamava Contrada che lo seppe ottanta secondi dopo che mio fratello era stato ucciso e io vorrei, io chiedo, io grido: voglio che queste cose vadano a finire nelle aule di giustizia!
Che ci siano processi per queste complicità che ci sono state all’interno dello Stato!
L’avete sentito di cosa parlavano Berlusconi e Dell’Utri: ecco perché vogliono impedire le intercettazioni, perché quelle cose non possiamo, non dobbiamo sentirle.
Non dobbiamo sentirle se no ci rendiamo conto di quella che è la classe politica che ci governa, ci rendiamo conto di chi oggi ha occupato le istituzioni.Il più grande vilipendio alle istituzioni è che queste persone indegne di occupare quei posti occupino le istituzioni. Questo è il vilipendio alle Istituzioni e allo Stato.
E’ il fatto che una persona che è stata chiamata “Alfa”, in un processo che non è potuto andare avanti perché è stato bloccato, come tutti gli altri processi che riguardano i mandanti occulti e esterni, possa occupare un posto così alto all’interno delle nostre Istituzioni.
Genchi arrivò in quella piazza due ore dopo la strage, mi ha raccontato che aveva conosciuto Emanuela Loi un mese prima perché faceva da piantone alla Barbera.
Era una ragazza che non era stata addestrata per fare il piantone, per fare la scorta a un giudice in alto pericolo di vita come Paolo Borsellino. Eppure quel giorno era lì a difendere con il suo corpo, e nient’altro che con quello, Paolo Borsellino. Questi sono gli eroi, non quelli di cui parlano Berlusconi e Dell’Utri, dicendo che Vittorio Mangano è un eroe.

Eroi in fila per andare a morire

Gli eroi sono questi ragazzi che il giorno dopo la morte di Falcone, ce n’erano cento tra poliziotti e Carabinieri, si misero in fila dietro la porta di Paolo per chiedergli di far parte della sua scorta.
Se erano messi in fila per andare a morire, perché Paolo sapeva che sarebbe morto. Quei ragazzi, mettendosi in fila dietro la porta di Paolo, sapevano che sarebbero morti anche loro.
Gioacchino Genchi mi raccontò che due ore dopo la strage, arrivando in via D’Amelio vide i pezzi di Emanuela Loi che ancora si staccavano dall’intonaco del numero 19 di via D’Amelio.La riconobbe perché c’erano dei capelli biondi insieme a quei pezzi.
I pezzi di quella ragazza vennero messi in una bara, vennero riconosciuti perché era l’unica donna che faceva parte della scorta, vennero mandati a Cagliari.Sapete cosa venne fatto? Quello che chiamiamo Stato ha mandato ai genitori di Emanuela Loi la fattura del trasporto di una bara quasi vuota da Palermo a Cagliari. Questo è il nostro Stato. Questo è lo Stato che ha contribuito ad ammazzare Paolo Borsellino e io vi racconto queste cose non per farvi commuovere, non per farvi piangere. Non è il tempo di piangere.
E’ il tempo di reagire, di lottare, è il tempo di resistenza! Il tempo di opporsi a questo governo che sta togliendo il futuro ai nostri ragazzi, che ci sta consegnando un Paese senza futuro. E la colpa è nostra che abbiamo permesso che tutto questo succedesse.
Quando Cossiga dice – dopo la manifestazione degli universitari che hanno capito che in Italia si sta cercando di distruggere l’istruzione perché l’istruzione può portare alla resistenza, anche durante il fascismo le scuole erano centri di resistenza e i ragazzi l’hanno capito – e Cossiga cosa ha detto? Ha detto che bisogna mettere infiltrati in mezzo a quei ragazzi perché rompano vetrine, perché vengano distrutte macchine perché le ambulanze sovrastino le altre sirene. Si augura addirittura che venga uccisa qualche donna, qualche bambino perché si possano manganellare quei ragazzi.
Dobbiamo essere noi a metterci davanti a loro, siamo noi che ci meritiamo quelle manganellate per avere permesso che il nostro Paese diventasse quello che è diventato. Un Paese che non è degno di stare nel mondo civile, siamo peggio della Colombia.
Genchi è arrivato in via D’Amelio due ore dopo la strage, ripeto, si è guardato intorno e ha visto un castello. Ha capito che non poteva essere che da quel posto fu azionato il telecomando che ha provocato la strage.
Genchi allora è andato in quel castello, ha cercato di identificare le persone che c’erano dentro, mediante le sue tecniche. Ha capito che da quel castello partirono delle telefonate che raggiungevano cellulari di mafiosi. Perché Genchi ha quelle capacità, le sue conoscenze tecniche sono enormi, egli è in grado, dagli incroci dei tabulati telefonici e non dalle intercettazioni, di riuscire a inchiodare i responsabili di quella strage.
Ecco perché si sta cercando di uccidere Genchi, ecco perché così come hanno ucciso i magistrati si cerca di uccidere anche Genchi. Questo è il vero motivo: per togliere un’altra arma a quello che è la parte sana di Stato che è rimasta.
Cercano di uccidere Genchi, hanno ucciso dei magistrati. Io ieri ho sentito un magistrato – uno di questi uccisi senza bisogno di tritolo – che mi ha detto: “avrei preferito essere ucciso col tritolo piuttosto che così, giorno per giorno, come stanno facendo”. I magistrati oggi, chi ancora cerca di combattere la criminalità organizzata, non viene più ucciso con il tritolo, viene ucciso in maniera tale che la gente non se ne accorga neanche, non reagisca.

Quel fresco profumo di libertà

Le stragi del 1992 portarono a quella reazione dell’opinione pubblica, a quello che mi ero illuso di riconoscere come quel fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo. Quel profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e fin della complicità. Quel puzzo che oggi ci sta sommergendo. Il puzzo dal quale oggi non possiamo stare lontani perché sta permeando tutto il nostro Stato, tutta la nostra vita politica, tutte le nostre istituzioni.
Io, dopo la morte di Paolo, arrivai a dire che se Dio aveva voluto che Paolo morisse perché il nostro Paese potesse cambiare allora avrei ringraziato Dio di averlo fatto morire. Questo era il sogno di Paolo, Paolo sarebbe stato felice di sapere che era morto per questo.Oggi, guardate il baratro nel quale siamo precipitati: io ringrazio Dio che Paolo sia morto, che non venga ucciso come stanno uccidendo De Magistris, Apicella, Clementina Forleo. Io ringrazio Iddio che Paolo non venga ucciso in questa maniera. Che messaggi ci arrivano dalla magistratura? Il presidente dell’Anm dice: “abbiamo dimostrato che la magistratura possiede gli anticorpi per reagire”. E’ una vergogna che un magistrato possa dire queste parole! La magistratura ha dimostrato, semmai, di avere al suo interno quelle cellule cancerogene che la stanno distruggendo, e così come hanno vissuto e pervaso tutte le istituzioni, la classe politica. La magistratura, nei suoi organi superiori, ha dimostrato di essere corrotta al suo interno.
Ormai il cancro sta entrando in metastasi anche negli organi di governo della magistratura.

Mancino mente

Non è difficile, se pensiamo che a vice presidente del Csm, quello che dovrebbe essere l’organo di autogoverno della magistratura, c’è una persona indegna, indegna!, come Mancino! Una persona che mente! Mente spudoratamente dicendo di non avere incontrato Paolo Borsellino il primo luglio del 1992, quando sicuramente a Paolo Borsellino venne prospettata quella ignobile, scellerata trattativa tra lo Stato e la criminalità organizzata per cui Paolo Borsellino è stato ucciso. Perché Paolo non può aver fatto che mettersi di traverso rispetto a questa trattativa, questo venire a patti con la criminalità che combatteva, con chi poco più di un mese prima aveva ucciso quello che era veramente suo fratello, Giovanni Falcone. Paolo non può che essere rimasto così sdegnato da opporsi a questa trattativa e a quel punto andava eliminato, e in fretta.
Tant’è vero che il telecomando della strage di via D’Amelio fu premuto. Queste cose non sono potute arrivare al dibattimento perché tutti i processi sono stati bloccati.
Genchi ha dimostrato che quel telecomando era nel castello Utveggio, dove c’era un centro del Sisde, i servizi segreti italiani, è da lì che è arrivato il comando che ha provocato la strage.
Ecco perché Genchi deve essere ucciso anche lui. Hanno ucciso Paolo Borsellino, hanno ucciso Giovanni Falcone e adesso uccidono anche Genchi, De Magistris, tutti i giudici che cercano di arrivare alla verità.
Così qualunque giudice che arriva a toccare i fili scoperti muore, non si può arrivare a quel punto perché oggi gli equilibri che reggono questa seconda repubblica sono basati sui ricatti incrociati che si fondando sull’agenda rossa.
Un’agenda rossa sottratta dalla macchina ancora in fiamme di Paolo Borsellino, in cui queste trattative, queste rivelazioni che in quei giorni gli stavano facendo pentiti come Gaspare Mutolo, come Leonardo Messina erano sicuramente annotate. Quell’agenda doveva sparire, è questo uno dei motivi della strage. Quell’agenda doveva sparire, su quell’agenda io credo che si basano buona parte dei ricatti incrociati su cui si fonda questa seconda repubblica.
E allora Mancino non può venirmi a dire che non ricorda di aver incontrato Paolo Borsellino! Non può soprattutto adoperare quel linguaggio indegno che adopera. Dice: “Io non posso ricordare se fra gli altri giudici c’era anche Paolo Borsellino, che non conoscevo fisicamente”. Ma Mancino non hai visto chi era quel giudice vestito con la sua toga che trasportava la bara di Falcone? Non l’hai visto? Non ti interessavano quelle immagini? Eri ministro dell’interno e non ti interessava che cosa stava succedendo in Italia in quei giorni?
Non ti interessava, a fronte di quell’agenda che ho mostrato e nella quale c’è scritto: “ore 19.30 Mancino” scritto di pugno autografo da Paolo? Lui ha mostrato un calendarietto in cui non c’era scritto niente, l’ha mostrato semplicemente e c’erano tre frasi con gli incontri della settimana.
E’ questo quello che fanno i nostri ministri, oltre che cercare di accordarsi con la criminalità organizzata. E’ per questo che è stato ucciso mio fratello: perché mio fratello si è messo di traverso rispetto a questa trattativa, per questo doveva essere ucciso. Io chiedo, e non smetterò di chiederlo finché avrò vita, che sia fatta giustizia, che vengano cacciati dalle istituzioni quelle persone che sono complici di quello che è successo. Non che venga data l’impunità a chi dovrebbe essere sottoposto a processi e invece non può essere neanche indagato, intercettato, non si può fare nulla.
Dobbiamo subire, stanno adottando la tecnica della frana, per cui ci hanno infilato in un’acqua che a poco a poco si riscalda e la gente non si accorge il punto a cui arriviamo.
Attenzione! Attenti! Stiamo precipitando nel baratro e da questo baratro dobbiamo uscire perché lo dobbiamo ai nostri morti. Lo dobbiamo a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Emanuela Loi, a questi che veramente sono eroi. Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese, questo Paese è nostro, lo Stato siamo noi! Non queste persone che indegnamente occupano le istituzioni.
Vi lascio con tre parole che un altro dei giudici che hanno tentato di uccidere ha detto, ed è quello che dobbiamo fare, l’unica cosa che ci resta da fare prima di cadere in un regime dal quale non ci potremo più districare: resistenza! Resistenza! Resistenza!”

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Inserito da: ust | Gennaio 20, 2009

Obama new president

Un giorno storico.

L’uomo che oggi è diventato Presidente degli Stati Uniti d’America influenzerà la vita di tutti gli uomini del pianeta.

Lo guardavo mentre parlava, mentre sorrideva e stringeva mani, mentre salutava. Mi sembra un uomo intelligente e tutti noi sappiamo quanto il mondo abbia finalmente bisogno di un uomo intelligente.

Non trovo parole di sdegno e di denigrazione per definire il suo predecessore. Spero solo che non prenda mai coscienza di quanto male ha fatto al mondo nel suo triste operato. Morirebbe di dolore dopo essere impazzito. I nostri politici “leccapiedi” (per non dire altro) dovranno adeguarsi. Chissà quali circonvoluzioni linguistiche useranno per immettersi nella scia delle scelte di questo nuovo presidente americano. I nostri politici sanno stare in scia…….. Sarà bava?

Mi ha colpito l’affluenza di persone alla cerimonia di insediamento di Obama: veramente impressionante. Tanti, forse troppi, si aspettano tanto da lui. Auguriamoci tutti che riesca bene nel suo operato. Io ne ho bisogno. Voi?

Inserito da: ust | Gennaio 13, 2009

Spegni la tv, accendi il cervello. La pubblicità

Maestri nell’arte subdola della persuasione occulta, hanno sviluppato tecniche che noi non riusciamo neppure a immaginare. Ci guidano dove vogliono. Ci fanno fare quello che vogliono.

Altro che Orwell e il “Grande fratello” del 1984.

Gruppo “nutrito” di imbecilli che corre appresso ad un rotolone che si srotola per l’Europa, pruriti “intimi”, assorbenti con le ali per donne che fanno “salti mortali”, mulini bianchi e famiglie sorridenti alle 7 di mattina, famigliola riunita per terra in una cucina dalle dimensioni della mia intera casa, elettrodomestici “intelligenti”, vasi recuperati da alcolisti anonimi su idrovolanti rossi, rigatoni inzuppati di sugo che roteano nell’aria, mollicone di parmigiano che cantano al ritmo di “ma ma ma, mamma Maria ma ma ma ma, ..”, pinguini e scoiattoli ammalati di meteorismo congelante……..E L’UNICA COSA CHE SI CONGELA E’ IL NOSTRO CERVELLO.

Ma mandiamoli tutti “AFFANCULO”, o no? Non compriamo più i prodotti pubblicizzati, diffondiamo questa idea presso i nostri cari e facciamola diffondere, scriviamolo sulle nostre mail, diciamolo su facebook, su msn e sui nostri sms.

Cerchiamo di ritrovare la nostra perduta e calpestata dignità.

Inserito da: ust | Gennaio 10, 2009

Israele e Gaza.

Come è facile dire sciocchezze parlando di questo o cadere nel “pressappochismo stupido”.

Il “problema” dello Stato di Israele è un problema complesso e facilissimo è banalizzarlo.

Odio la guerra. Mi fa schifo. E mi fanno schifo tutti coloro i quali sulla guerra ci guadagnano. Però io non riesco a comprendere come persone che hanno avuto i propri cari sterminati nei campi di concentramento nazisti (alla pari di altri popoli ed altre etnie – gli Ebrei non sono stati gli unici  a vivere l’olocausto della follia nazista), non riesco a capire, dicevo, come persone che hanno così tanto sofferto, oggigiorno stiano perpetrando una vera e propria brutale aggressione verso persone inermi, bambini e vecchi compresi.

La gente vuole vivere in pace. Hamas ed il governo israeliano mi fanno schifo.

I civili israeliani non possono vivere con la possibilità di morire sotto un razzo di Hamas. E’ chiaro che le forze sono assolutamente sproporzionate. Ma la guerra non porta da nessuna parte.

Terminerà anche questa fase storica. Esistono famiglie miste israeliano-palestinesi, esistono realtà miste nelle quali persone civili di entrambe le etnie lavorano fianco a fianco.

Basta con la guerra a Gaza, in Afganistan, in Iraq, nelle varie parti dell’Africa. Basta con i missili intelligenti e con i soldati di pace. BASTA, BASTA, BASTA.

Inserito da: ust | Gennaio 8, 2009

La svolta

Finalmente!

Non posso negare di essere tra quelli che, estremamente “stanchi e delusi” riguardo all’andamento degli eventi nel mondo, guardano con “favore” la crisi profonda che tutto sta travolgendo.

Molti, tanti, troppi ancora non si rendono conto di ciò che sta accadendo. Noi possiamo renderci conto e farci un parere su ciò che accade se sappiamo e conosciamo la realtà. Ma ciò che ci viene raccontato non è la realtà. Sono solo una accozzaglia di informazioni senza molto senso; molte informazioni ci vengono trasferite opportunamente “modificate”ed ammaestrate ad arte, molte ci vengono comunicate errate per incompetenza ed incapacità. Ma non è ora il momento di parlare del trattamento delle informazioni.

Sicuramente chi analizzerà la storia in un futuro prossimo venturo (magari verso l’anno 2250), così come noi oggi la studiamo sui libri, vedrà che “…..verso l’anno 2000 l’umanità iniziò a vivere una profonda crisi, dovuta principalmente alla perdita dei valori fondanti l’essere umano…….”.

Questa crisi che tutti noi vivremo sulla nostra pelle sarà molto più lunga della vita di tutti noi. Forse solo i più giovani vedranno la fine di questo buio periodo e la possibilità dell’inizio di un nuovo rinascimento.

Scusate se insisto e ripeto ancora una volta lo stesso concetto già espresso in altri precedenti miei articoli: solo la cultura potrà offrire quelle opportunità di salvezza in questo “marasma” nel quale ci troveremo sempre più invischiati.

Guardiamo al futuro ed a questo “sconvolgimento” come ad una grande unica opportunità di rinascita! Certo non possiamo permetterci molti altri errori.

Auguri, auguri, auguri a tutti e soprattutto ai ragazzi, ai giovani, nostro futuro. Di vero cuore e senza falsità.

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